Momenti di Marka

Capolavori da mangiare: l’arte di “impiattare”

By 20 Novembre 2018 No Comments
L'arte di impiattare

MasterChef, Top Chef, Hell’s Kitchen, Foodblogger e chi più ne ha più ne metta, hanno recentemente dato una nuova luce alla cucina italiana, fino ad ora nascosta tra le mura dei ristoranti o nelle sapienti mani delle nonne e mamme. Grazie a questi programmi, gran parte dei trucchi e delle conoscenze culinarie sono alla portata di tutti ma, oltre alla scelta delle materie prime e al corretto modo di cucinarle, per diventare Chef provetto è importante saper dare il giusto valore anche al modo in cui impiatti.

L’arte di impiattare arriva a noi dalla cultura giapponese, in cui il cibo non è considerato buono se non è anche bello da vedere.

Nella tradizione nipponica, i piatti prima di essere degustati devono essere esteticamente belli e in totale armonia, perché devono soddisfare una funzione importante: nutrire lo spirito. Per migliorare nella presentazione del cibo, iniziamo seguendo queste 3 semplici regole di base:

1.Il piatto come una tela su cui dipingere

Scegliere il piatto giusto è il primo passo per riuscire a dare corretto risalto al cibo che conterrà. Innanzitutto, bisogna valutare le dimensioni: dovrebbe essere abbastanza grande per racchiudere tutti gli elementi e allo stesso tempo abbastanza piccolo per non far apparire insufficienti le porzioni. Per comprendere meglio questo principio, prova a pensare al piatto come fosse una tela su cui dipingere e al cibo come il soggetto del tuo quadro.

Per anni il re indiscusso dei piatti è stato il colore bianco: oggi invece puoi permetterti di spaziare su tonalità e fantasie diverse. La regola vuole che i colori del cibo debbano essere in contrasto con quelli del piatto: alimenti chiari su toni scuri e viceversa.

2.Posizionare gli elementi in modo non casuale

In base alla scelta del piatto, la disposizione del cibo cambia per poter essere valorizzato. Se di forma tonda, la posizione migliore è al centro evitando di mettere decorazioni sul bordo, in quanto fastidiose per i commensali.

Nei piatti quadrati e rettangolari, è possibile invece spaziare un po’ di più nella composizione, sfruttando le linee diagonali o giocando con la simmetria delle forme, con un’alternanza di spazi pieni e vuoti.

3.Niente “mappazzoni”

Come ripete spesso lo Chef Bruno Barbieri, sono vietati i “mappazzoni”. Mettere nei piatti porzioni abbondanti di cibo, oltre a essere poco eleganti, non invogliano a mangiare. Le porzioni devono essere, invece, giuste ed equilibrate sia in termini di sapore, sia di quantità.

La tua cassetta degli attrezzi con cui impiattare come uno Chef stellato è pronta! Ora tocca a te, i tuoi ingredienti ti stanno aspettando.